Sesto Fiorentino, 9 febbraio 2026. Chi si prende cura di una persona malata svolge un ruolo fondamentale ma spesso poco riconosciuto, che nel tempo può trasformarsi in affaticamento fisico, stress emotivo e senso di solitudine. Il caregiver, non di rado, dimentica di prendere spazi per sé. Da questa consapevolezza nasce il nuovo percorso di sostegno ed educazione per i caregiver promosso da Nomos, cooperativa sociale attiva da anni nel lavoro con le famiglie e le fragilità, che si svolgerà all’Oratorio San Francesco a Sesto Fiorentino.
Il primo incontro è in programma il 12 febbraio dalle 17:30 alle 18:30. Gli altri sono previsti il 19 e 26 febbraio, il 5, 12 e 19 marzo, sempre dalle 17:30 alle 18:30.Questo percorso di sei incontri, organizzato grazie ai fondi 8×1000 della Chiesa Valdese, è pensato come momento di accompagnamento graduale, in cui i partecipanti possono lavorare sul riconoscimento dei propri limiti, sulla gestione dello stress e sulla costruzione di strategie per il benessere emotivo.
“Vogliamo offrire uno spazio e un tempo in cui i caregiver familiari possano fermarsi, essere ascoltati e acquisire strumenti utili per affrontare il carico quotidiano dell’assistenza, senza annullare se stessi”, spiega Gaia Guidotti, vicepresidente di Nomos.
“Accanto al confronto e alla condivisione, durante gli incontri proponiamo attività pratiche di supporto, come esercizi di respirazione e rilassamento, ascolto del corpo, stimoli sensoriali e movimenti dolci, utilizzati come strumenti educativi per aiutare il caregiver a prendersi cura di sé nella quotidianità – continua Guidotti –. Non insegniamo a ‘fare qualcosa in più’, anche perché stiamo parlando di persone che già fanno tantissimo ogni giorno. Si tratta di imparare a stare meglio dentro una situazione complessa. Quando il caregiver è più consapevole e meno schiacciato dalla fatica, migliora anche la qualità della relazione di cura”.
“Un aspetto centrale del percorso è la dimensione di gruppo, che permette di condividere esperienze con altre persone che vivono situazioni simili, contrastando l’isolamento e favorendo un senso di appartenenza. Sapere di non essere soli è già un primo passo per ritrovare forza” commenta Luca Orsoni, vicepresidente dell’Oratorio San Francesco.